“Troverai più nei boschi – Manuale per decifrare i segni e i misteri della natura” di Francesco Boer

Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà.

Bernardo di Chiaravalle

Questa è la frase che ha ispirato il titolo del libro, “Troverai più nei boschi” di Francesco Boer (naturalista, esploratore, alchimista e scrittore). Ma dunque, come lo stesso Boer si domanda, che senso ha scrivere un libro?

Non sempre siamo predisposti a recepire gli insegnamenti della Natura, soprattutto se incamminandoci nei boschi non osserviamo, ascoltiamo e tocchiamo. Bisogna prima imparare a capire il suo linguaggio per ricevere poi i suoi insegnamenti.

Francesco Boer non ci racconta la favola dell’unica realtà, la fusione idilliaca tra uomo e Natura, perché non è così. Anzi, c’è “un fossato che ci divide dalla natura, che ci isola quando vi siamo immersi. Ci accusa di rovinare l’armonia della natura con la nostra sola presenza”.

L’unica via per tracciare un sentiero e far conciliare l’uomo e la natura è il simbolo (dal greco symbàllein, “mettere insieme”). Il rapporto non deve essere di dominio, né di asservimento, ma un confronto alla pari, come fra amici. “È riconoscere la propria unicità, ma anche comprendere che le diversità sono il canale per comunicare, per superare le incomprensioni”. Studiare la natura è importantissimo, necessario, ma il simbolo ci permette di percorrere una via alternativa, che non è solo elaborazione intellettuale, ma vera e propria partecipazione diretta ed emotiva; mente e cuore.

La natura ci parla tramite i simboli. Un prato, un bosco, un fiume: non sono soltanto luoghi esteriori, ma spazi dell’anima.

La vera essenza del simbolo è nel rapporto che fa vibrare contemporaneamente il nostro cuore e il mondo esterno. Soltanto così, con questa empatia, possiamo accedere alla relazione con la natura. E gli insegnamenti che ci dà non sono prefissati, uguali per tutti, e non basta incamminarci per un prato per imparare, ma è necessario mettersi in gioco, dare prima di ricevere, confrontandoci con il simbolo “posando per primi la nostra anima sul piatto della bilancia”, usare l’immaginazione.

E ora siamo pronti per iniziare, e si comincia con un primo simbolo, il cammino, che non è solo un azione, ma anche un lavoro interiore, dato che al termine del sentiero non saremo più gli stessi, non più quelli che eravamo all’inizio del percorso.

Rallentate il passo, guardatevi attorno. Sfiorate con la mano la corteccia di un albero. Fermatevi ad ascoltare i piccoli rumori del bosco, chinatevi per sentire il profumo dell’erba, e delle radici. Imparerete che a volte non basta un’ora per scoprire tutto quello che dieci metri di sentiero possono offrirci.

Francesco Boer ci spinge a incamminarci, a riconnetterci con la natura e ci dona pagine meravigliose, poetiche, ma allo stesso tempo pratiche. Perché se mentre siamo in un prato siamo soliti volgere lo sguardo un po’ a destra e un po’ a manca in cerca di qualcosa, Boer tira le redini e ti dice “il prato è un firmamento. Ogni fiore una piccola stella. Un intrico di complessità inattesa, una foresta in miniatura”. Abbassiamo così lo sguardo, e dal generale iniziamo a passare al particolare, e finalmente vediamo. Coleotteri e ragni, arvicole, api e vespe selvatiche, bombi, cimici, talpe, uccelli. Tutto in un prato. Notiamo che alcuni fiori hanno la forma delle stelle, ma poi? chi è che ha dato quella forma alle stelle del cielo se non qualcuno che ha in realtà disegnato un fiore? Altri invece hanno la forma del sole, forse in omaggio a colui che dà la vita.

Scopriamo l’eros vegetale. I fiori – organi sessuali della pianta – sono coppa e ricevono la rugiada, il seme celeste. Le farfalle sembrano fiori strappati, petali rapiti dal vento, sono anima del prato, una tensione verso il cielo.

E così, fino all’ultima pagina. L’autore ci aiuta a conoscere, ci fa ragionare, riflettere. Ci fa usare il cuore, ci fa mettere in gioco; proprio come voleva. Ci fa scovare i simboli che ci legano alla natura. Dal semplice e complesso prato, passiamo per boschi autunnali, seguiamo un fiume e stanziamo nei pressi di un lago uno stagno una palude, ci arrampichiamo su una montagna, attraversiamo la mattina, un temporale pomeridiano e la notte buia, per poi andare al mare e vedere una spiaggia con gli occhi nuovi che ci sono stati donati. E con questi nuovi occhi, scopriamo un mondo fantastico, brillante di vita, di piante e animali e di simboli.

“Troverai più nei boschi” è un libro da avere sempre a portata di mano, perché va letto e riletto, anche solo alcuni passi, e poi ci sono delle illustrazioni magnifiche che accompagnano il testo e che aiutano la nostra immaginazione a essere ancora più fervida. Apre nuovi scenari, un nuovo punto di vista. È sicuramente uno dei libri sulla natura più belli mai letti.

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